Docenti di Infanzia e Primaria, depositata in Senato la petizione nazionale: stipendi equiparati, pensione a 62 anni e stop alle classi pollaio

Una retribuzione equiparata a quella dei colleghi della scuola secondaria, il riconoscimento del lavoro usurante con possibilità di pensionamento anticipato e maggiori tutele professionali.
Sono alcune delle richieste contenute nella petizione nazionale.
L’iniziativa punta ad aprire un confronto con le istituzioni su una serie di interventi ritenuti prioritari per valorizzare il lavoro degli insegnanti della scuola dell’infanzia e della primaria.
Equiparazione degli stipendi e del ruolo
Tra le richieste principali figura l’eliminazione delle differenze economiche e contrattuali tra insegnanti dell’infanzia, della primaria e della secondaria.
Gli insegnanti dell’infanzia e della primaria conseguano una laurea magistrale abilitante di cinque anni, ma continuino a percepire stipendi inferiori rispetto ai colleghi della scuola secondaria. Per questo chiedono la stessa tabella retributiva, identiche possibilità di progressione economica e pari opportunità di carriera.
Pensione anticipata a 62 anni
La petizione propone di qualificare l’attività degli insegnanti dell’infanzia e della primaria come lavoro usurante, prevedendo:
il pensionamento anticipato a 62 anni;
almeno 35 anni di servizio per accedere al trattamento;
iniziative specifiche per prevenire il burnout e tutelare il benessere psicofisico del personale.
Secondo i promotori, il livello di attenzione richiesto quotidianamente comporta un notevole carico fisico ed emotivo che merita un riconoscimento normativo.
Più tutele durante gite e uscite didattiche
Nel manifesto trova spazio anche il tema delle uscite didattiche e dei viaggi d’istruzione.
I docenti chiedono che vengano riconosciute:
indennità per le ore di servizio svolte durante le trasferte;
diarie adeguate;
coperture assicurative integralmente finanziate dallo Stato.
Possibilità di svolgere altre attività lavorative
Tra le proposte figura anche una revisione delle regole sulle incompatibilità lavorative.
La richiesta è consentire ai docenti di svolgere attività professionali aggiuntive al di fuori dell’orario di servizio, purché non interferiscano con l’attività scolastica e nel rispetto della normativa vigente.
Stop alle classi sovraffollate e meno burocrazia
L’ultimo punto del manifesto riguarda le condizioni di lavoro nelle scuole.
I promotori chiedono:
la riduzione delle cosiddette “classi pollaio”;
interventi sull’edilizia scolastica;
una semplificazione degli adempimenti amministrativi e digitali, per consentire agli insegnanti di dedicare più tempo all’attività didattica e alla relazione educativa con gli alunni.
L’iter parlamentare è appena iniziato
Il deposito della petizione rappresenta l’avvio del percorso istituzionale della proposta.
La presentazione in Senato non comporta automaticamente l’approvazione delle richieste, che dovranno eventualmente essere esaminate nell’ambito dei lavori parlamentari. Nel frattempo, i promotori hanno annunciato l’intenzione di proseguire la raccolta di adesioni, con l’obiettivo di rafforzare il sostegno all’iniziativa e portare il tema all’attenzione del Parlamento e del Governo.




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