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Contratto dirigenti scolastici: aumenti medi di 500 euro al mese e arretrati fino a 5.800 euro

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
24 lug
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 25 lug

Contratto dirigenti scolastici: aumenti fino a 230 euro al mese e arretrati fino a 5.800 euro

Ministro Valditara:

“Tuteliamo i salari di chi lavora nella scuola”

È arrivato il via libera definitivo del Consiglio dei ministri al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’Area Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, relativo ai dirigenti scolastici e ai dirigenti delle università e degli enti di ricerca.


Con l’approvazione del testo si conclude l’iter del contratto, che introduce sia incrementi economici sia alcune novità sul piano normativo.


Al termine del Consiglio dei ministri, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dichiarato:

«Proseguiamo il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo accelerato i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica. La stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa».

Obiettivo dichiarato: recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione degli ultimi due anni.



Gli aumenti previsti

Secondo quanto riportato dall’ARAN, il nuovo contratto riconosce un incremento medio di 500 euro lordi al mese per tredici mensilità ai dirigenti scolastici, pari a un aumento dell’8,48%, anche grazie alle risorse aggiuntive stanziate dalla legge di bilancio 2022.

Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca l’aumento medio è invece di 503 euro lordi mensili per tredici mensilità, corrispondente a un incremento del 6%.

Il contratto prevede inoltre il pagamento degli arretrati, calcolati dal 1° gennaio 2024, che ammontano mediamente a circa 5.800 euro per i dirigenti scolastici e a circa 6.000 euro per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca.


Le novità normative

Oltre alla parte economica, il contratto introduce alcune modifiche di carattere normativo.

Tra le principali novità figura l’aumento della quota di posti destinata alla mobilità interregionale, che passa dal 60% all’80%. Resta fermo che, per la mobilità relativa al 2026, continua ad applicarsi la previsione di legge che consente il 100% dei posti disponibili.

Viene inoltre esteso il termine entro il quale possono essere fruite le ferie non godute, consentendone l’utilizzo fino alla conclusione dell’anno successivo.

Cambiano anche i permessi per lutto: il periodo entro cui possono essere utilizzati i tre giorni di permesso passa da sette a quindici giorni lavorativi dall’evento.

Il contratto interviene anche sulle modalità di differimento del periodo di prova, che vengono riviste, e aumenta da 20 a 30 giorni la durata della sospensione dal servizio che rileva ai fini della recidiva nel procedimento disciplinare che può portare al licenziamento.


Con l’approvazione definitiva del contratto si chiude il rinnovo relativo al triennio 2022-2024 per l’Area Istruzione e Ricerca, mentre il Ministero ha già annunciato l’avvio dell’iter per il successivo rinnovo contrattuale 2025-2027.


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