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Carta del docente, tra utilizzi impropri e nuove regole sugli acquisti

  • Immagine del redattore: Debora De Patto
    Debora De Patto
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Il dibattito sulla Carta del docente si è riacceso dopo le modifiche annunciate per il prossimo anno scolastico. Al centro della discussione vi sono i nuovi limiti sugli acquisti.


Come è stato speso il bonus

Nel tempo, una parte significativa delle risorse è stata destinata soprattutto all’acquisto di dispositivi hardware e software (il 60,5% ), più che ad attività di formazione in senso stretto (solo il 6%). In alcuni casi, inoltre, il contributo non è stato utilizzato integralmente.

Il Ministro Valditara ha ricordato che la Carta non può essere impiegata per l’acquisto di beni estranei alle finalità professionali, come elettrodomestici, evidenziando che diverse indagini della Guardia di Finanza si sono concentrate proprio su utilizzi impropri di questo tipo.


I nuovi limiti e il ruolo delle scuole

Tra le novità introdotte figura un vincolo sull’acquisto di hardware e software: sarà possibile effettuarlo una volta ogni quattro anni a partire dall’erogazione del bonus. L’obiettivo dichiarato è orientare una quota maggiore delle risorse verso altre tipologie di spesa, in particolare quelle legate alla formazione.

Le nuove restrizioni si inseriscono inoltre in un quadro più ampio che prevede l’assegnazione di fondi direttamente alle istituzioni scolastiche, le quali potranno mettere a disposizione strumenti e dispositivi in comodato d’uso per i docenti.


Riduzione dell'importo: le ragioni

La diminuzione dell’importo individuale deriva dalla scelta di mantenere invariata la dotazione complessiva delle risorse a fronte dell’ampliamento della platea dei beneficiari, che ora comprende anche i docenti con contratto al 30 giugno e il personale educativo in servizio.

 
 
 

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