Wanna Marchi premiata in Campidoglio, esplode la polemica: «Dalla galera agli applausi».

La premiazione di Wanna Marchi e della figlia Stefania Nobile ha scatenato una raffica di polemiche, tanto da spingere Roma Capitale ad annunciare verifiche più rigorose per la concessione delle proprie sale istituzionali.
La cerimonia si è svolta il 23 settembre nella Sala della Protomoteca, dove madre e figlia hanno ricevuto il Premio Internazionale della Cultura (PIC) per due pubblicazioni edite da 100 Edizioni: La verità è che io cucino così, firmato da Marchi, e Vendere… cara la pelle, di Nobile.
Il riconoscimento è privato e non è stato istituito né assegnato da Roma Capitale.
A suscitare le contestazioni è stata soprattutto la scelta di ospitare la manifestazione in uno dei luoghi più rappresentativi del Campidoglio.
Wanna Marchi: «La vita è davvero strana»
A raccontare con entusiasmo la premiazione è stata la stessa Marchi sui social.
«La vita è davvero strana», ha esordito, ricordando il percorso che l’ha portata «da Castel Guelfo» a «una cella in galera» e, infine, in Campidoglio, dove racconta di essere stata accolta tra «complimenti, applausi e abbracci».
«Il Campidoglio non è per tutti», ha aggiunto.
Parole che hanno inevitabilmente riportato al centro dell’attenzione il passato giudiziario dell’ex protagonista delle televendite e della figlia.
Nel marzo 2009 la Cassazione rese definitive nei loro confronti condanne a pene vicine ai dieci anni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, nell’ambito della nota vicenda delle televendite.
Il premio è privato, ma la cerimonia si è svolta in Campidoglio
Il Premio Internazionale della Cultura non è un’onorificenza di Roma Capitale. Si tratta di un’iniziativa privata ideata dall’editore Alessandro Gian Maria Ferri e dall’imprenditore Silvestro Muccillo.
La distinzione non è bastata, però, a spegnere le polemiche. A finire sotto i riflettori è stata infatti la concessione della Sala della Protomoteca per una manifestazione alla quale hanno partecipato Marchi e Nobile.
Il consigliere comunale Dario Nanni, che aveva richiesto la concessione della sala, ha dichiarato di non essere stato a conoscenza della loro partecipazione e ha affermato che, se lo avesse saputo, non avrebbe preso parte all’evento. Si è comunque assunto la responsabilità di aver presentato la richiesta per l’utilizzo dello spazio.
Roma Capitale corre ai ripari
Il caso avrà conseguenze sulle modalità di concessione delle sale capitoline.
Roma Capitale ha annunciato una revisione delle procedure, con l’obiettivo di rafforzare le verifiche preventive sugli eventi e sui soggetti coinvolti.
L’Amministrazione intende acquisire con maggiore anticipo i programmi definitivi e l’elenco dei partecipanti, valutando anche nuove linee guida e possibili modifiche alla disciplina vigente.
Una vicenda che, a distanza di anni dalle condanne che segnarono la parabola televisiva di Wanna Marchi e Stefania Nobile, le riporta nuovamente al centro dell’attenzione. Questa volta non davanti alle telecamere di una televendita, ma in Campidoglio, con un premio tra le mani e una polemica che ha costretto Roma Capitale a rivedere le proprie procedure.




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