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Studente muore a scuola, Valditara: “Metal detector nelle scuole a rischio."

  • Immagine del redattore: Debora De Patto
    Debora De Patto
  • 18 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è intervenuto sulla morte dello studente avvenuta a La Spezia nel corso della trasmissione 4 di Sera Weekend, in onda su Retequattro.


Nel suo intervento, il ministro ha espresso solidarietà alla famiglia della vittima e alla comunità scolastica coinvolta, sottolineando come la dirigente dell’istituto sia profondamente colpita dall’accaduto. Valditara ha quindi annunciato l’intenzione di rafforzare le misure di sicurezza negli istituti considerati più vulnerabili.



Sicurezza nelle scuole e ipotesi metal detector


Tra le ipotesi avanzate figura l’installazione di metal detector negli istituti caratterizzati da particolari criticità.


Secondo Valditara, nei contesti più a rischio dovrebbe essere data ai Dirigenti scolastici la possibilità di adottare strumenti di prevenzione aggiuntivi:

“Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole, diciamo, di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d’intesa con il prefetto, dei metal detector”

La proposta si inserisce in un quadro più ampio di interventi normativi finalizzati a contrastare la violenza giovanile.

Il Governo, ha ricordato il ministro, sta lavorando a un pacchetto di misure che prevede sanzioni e limitazioni per chi ricorre alla violenza, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei cittadini. Provvedimenti che hanno già sollevato perplessità e critiche da parte delle forze di opposizione.



Il confronto con la sinistra sul tema dell’autorità


Valditara ha risposto direttamente alle accuse di eccessiva repressione, respingendo quella che definisce una lettura ideologica del concetto di regola. A suo giudizio, per troppo tempo il divieto e la sanzione sono stati assimilati a strumenti repressivi, mentre si è progressivamente indebolito il valore educativo dei doveri.

Il ministro ha richiamato una stagione culturale segnata dallo slogan “vietato vietare”, che avrebbe contribuito a marginalizzare il concetto di limite e a concentrare l’attenzione esclusivamente sui diritti, a discapito della responsabilità individuale.



Educazione, responsabilità e rivoluzione culturale


Nel delineare le priorità del suo intervento, Valditara ha fatto riferimento anche ad altri episodi di cronaca e all’aumento dei fenomeni di violenza tra i minori. L’obiettivo dichiarato è duplice: prevenire in modo netto l’ingresso di armi nelle scuole e rafforzare il ruolo educativo dell’istituzione scolastica nel formare giovani consapevoli e maturi.

Secondo il ministro, è necessario recuperare il senso dell’autorità e il rispetto per le figure istituzionali, valori che ritiene fortemente indeboliti negli ultimi decenni. In assenza di un cambiamento culturale profondo, ha avvertito, il rischio è che la violenza venga semplicemente spostata altrove, senza essere realmente affrontata nelle sue cause.

 
 
 

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