Scuola, docenti sempre più anziani: in Italia oltre uno su due ha almeno 50 anni. Carenza di insegnanti in quasi tutta l’UE

Il progressivo invecchiamento del personale docente non riguarda soltanto l’Italia, ma rappresenta una delle principali criticità dei sistemi scolastici europei.
Nel nostro Paese il fenomeno assume dimensioni rilevanti: il 54,3% degli insegnanti ha almeno 50 anni, una percentuale che colloca l’Italia al terzo posto nell’Unione europea.
A evidenziarlo sono i dati Eurostat relativi al 2024, che fotografano la situazione di circa 5,30 milioni di insegnanti impegnati nelle scuole primarie e secondarie dei Paesi UE.
In Europa quattro docenti su dieci hanno almeno 50 anni
Nel complesso dell’Unione europea, il 40,4% degli insegnanti ha raggiunto o superato i 50 anni. Molto più contenuta, invece, è la presenza dei più giovani: i docenti con meno di 30 anni rappresentano appena l’8% del totale.
Un divario generazionale che pone diversi Paesi di fronte alla necessità di garantire nei prossimi anni un adeguato ricambio del personale, soprattutto considerando il progressivo aumento dei pensionamenti.
La professione continua inoltre a essere caratterizzata da una forte presenza femminile. Le donne rappresentano il 72,9% degli insegnanti europei.
Italia terza nell’UE per quota di docenti over 50
La situazione italiana si distingue nettamente dalla media europea. Con il 54,3% degli insegnanti di almeno 50 anni, il nostro Paese è superato soltanto dalla Lituania, dove la percentuale raggiunge il 58,4%, e dal Portogallo, con il 55,6%.
Decisamente diverso il quadro in alcuni altri Stati membri. In Irlanda gli insegnanti over 50 sono il 20,8%, a Malta il 20,9% e in Lussemburgo il 22%.
Il dato italiano diventa ancora più significativo se si considera esclusivamente la scuola primaria: in questo segmento gli insegnanti con più di 50 anni arrivano al 58,2%. Per confronto, in Francia la percentuale si ferma al 28,8% e in Spagna al 29,5%.
In Italia risultano inoltre ancora in servizio oltre 25.800 insegnanti di almeno 65 anni tra scuola primaria e secondaria.
Il problema non è soltanto l’età: mancano insegnanti in quasi tutta Europa
All’invecchiamento del personale si aggiunge un’altra questione destinata a incidere sul futuro dei sistemi scolastici: la difficoltà nel reperire un numero sufficiente di insegnanti qualificati.
Secondo il quadro delineato dall’Education and Training Monitor 2023 della Commissione europea, la carenza di docenti interessa 24 Stati membri su 27.
Croazia e Cipro risultano gli unici Paesi in grado di coprire pienamente il fabbisogno di personale, mentre per la Grecia non è disponibile una valutazione completa a causa della mancanza di dati omogenei.
Particolarmente rilevanti sono le prospettive della Svezia: le proiezioni indicano una possibile carenza complessiva di 153mila insegnanti entro il 2035.
Ricambio generazionale tra le sfide dei prossimi anni
I numeri mostrano quindi una difficoltà che va oltre il semplice dato anagrafico. Da una parte aumenta la quota di personale che nei prossimi anni raggiungerà l’età pensionabile; dall’altra, l’ingresso delle nuove generazioni nella professione rimane limitato.
Per l’Italia, dove più della metà degli insegnanti ha già almeno 50 anni, il tema del ricambio generazionale assume un peso ancora maggiore. La capacità di rendere la professione più attrattiva e di garantire un numero sufficiente di nuovi docenti sarà uno dei nodi centrali per assicurare continuità al sistema scolastico nei prossimi anni.




Commenti