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Registro elettronico, addio a username e password: accesso solo con SPID o CIE. Nel primo ciclo consultano solo i genitori

  • Immagine del redattore: Debora De Patto
    Debora De Patto
  • 2 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Cambia in modo significativo l’accesso al registro elettronico scolastico. Con l’approvazione definitiva del DDL Semplificazioni, votato dalla Camera il 26 novembre, diventa obbligatorio l’utilizzo dell’identità digitale per consultare i registri online delle scuole pubbliche. Nel primo ciclo di istruzione, inoltre, l’accesso sarà consentito esclusivamente ai genitori o a chi esercita la responsabilità genitoriale.



Identità digitale obbligatoria: stop a username e password


Le tradizionali credenziali fornite dalle segreterie scolastiche o dai gestori dei servizi digitali non saranno più valide. La nuova normativa impone l’accesso tramite SPID (Sistema pubblico di identità digitale) o CIE (Carta d’identità elettronica), allineando il sistema scolastico agli standard già adottati dal resto della Pubblica amministrazione. La disposizione riguarda tutti gli utenti, senza eccezioni.


L’obiettivo è duplice: da un lato rafforzare la sicurezza nella gestione dei dati sensibili degli studenti, dall’altro superare la frammentazione di account e password legati ai singoli istituti, introducendo un sistema di accesso unico e interoperabile.



Scuola primaria e secondaria di primo grado: il registro resta agli adulti


La novità più rilevante riguarda però il primo ciclo di istruzione. La norma stabilisce che, nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, “alle comunicazioni in formato elettronico accedono i genitori degli alunni o gli esercenti la responsabilità genitoriale”. Di fatto, gli studenti fino alla terza media non potranno più consultare autonomamente voti, assenze, note disciplinari o compiti assegnati.


Il rapporto digitale diretto con la scuola viene così ricondotto a una dimensione esclusivamente familiare e istituzionale. Agli studenti viene sottratta l’autonomia di accesso alle informazioni scolastiche personali, segnando un cambio di rotta rispetto alle prassi consolidate degli ultimi anni e rafforzando il ruolo dei genitori nel monitoraggio del percorso scolastico.



La posizione dei dirigenti: “Uno SPID specifico per la scuola”


Tra i dirigenti scolastici il provvedimento è accolto con attenzione, ma non senza perplessità. Alcuni presidi dell’Associazione nazionale presidi sottolineano come l’obbligo di SPID o CIE possa trasformare un servizio finora gratuito in un costo per le famiglie, considerando che diversi provider di identità digitale hanno introdotto canoni mensili.

Da qui la proposta di valutare l’introduzione di uno “SPID dedicato alla scuola”, pensato esclusivamente per l’accesso ai servizi scolastici e in grado di evitare oneri economici aggiuntivi. In alternativa resta la Carta d’identità elettronica, gratuita, ma ancora non diffusa in modo uniforme, soprattutto tra i genitori più anziani o con minori competenze digitali.

 

 
 
 

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