Psicologo obbligatorio a scuola, scontro nella Lega. Valditara: «È una sciocchezza», ma la proposta arriva proprio dal suo partito
Aggiornamento: 10 ott

Lo psicologo obbligatorio a scuola per due ore al mese divide la Lega. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha preso nettamente le distanze dall’ipotesi, definendo una «sciocchezza» la psicologizzazione generalizzata degli studenti. Ma la proposta arriva proprio dal suo partito ed è stata promossa da Armando Siri, responsabile nazionale dei Dipartimenti della Lega e consigliere del vicepremier Matteo Salvini.
La proposta di legge, che porta come prima firma quella della deputata Giorgia Latini, punta a introdurre attività di educazione psicologica direttamente nell’orario scolastico, inizialmente nelle scuole secondarie di secondo grado e successivamente anche nelle medie e nelle primarie.
Valditara: no allo psicologo obbligatorio per tutti
Intervenendo il 6 ottobre al convegno “Costruire corresponsabilità educativa” al Senato, Valditara ha espresso una posizione molto chiara.
Secondo il ministro, prevedere uno psicologo obbligatorio a scuola indipendentemente dalle effettive necessità degli studenti significherebbe procedere verso una generalizzata “psicologizzazione” dei ragazzi.
Valditara preferisce invece interventi mirati alle situazioni nelle quali emergono reali criticità, con il coinvolgimento delle famiglie e della scuola.
Il ministro ha richiamato, a questo proposito, il progetto AscoltaMI, rivolto agli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e del primo biennio delle superiori.
Il servizio prevede un voucher digitale del valore di 250 euro, utilizzabile una sola volta durante l’anno scolastico, che permette di effettuare cinque incontri online di un’ora con psicologi selezionati dall’Ordine nazionale degli Psicologi.
Gli incontri si svolgono al di fuori dell’orario scolastico e il percorso non prevede il coinvolgimento diretto delle scuole.
Ma la proposta arriva dalla stessa Lega
La presa di posizione del ministro ha aperto un confronto interno al partito, perché proprio pochi giorni prima era stata presentata una proposta molto diversa.
Il progetto, ideato da Armando Siri, nasce con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la prevenzione del disagio psicologico, emotivo e relazionale tra bambini e adolescenti.
La proposta di legge, composta da sei articoli e intitolata “Istituzione delle attività di educazione psicologica”, prevede l’introduzione di due ore mensili per ciascuna classe, inserite nell’ordinaria attività curricolare.
Non sarebbe prevista una valutazione con voto, ma la frequenza sarebbe obbligatoria.
Le attività dovrebbero concentrarsi sull’intelligenza emotiva, sulla gestione della rabbia e dei conflitti, sulle relazioni interpersonali e sul superamento dei modelli violenti.
Accanto alle attività collettive sarebbero previsti anche colloqui clinici individuali e riservati, attivabili su richiesta.
Previsti 18mila psicoterapeuti nelle scuole
Il progetto avrebbe dimensioni rilevanti anche dal punto di vista organizzativo.
La proposta prevede infatti l’inserimento progressivo di 18mila docenti psicoterapeuti, con un’attuazione graduale.
Si partirebbe dalle scuole secondarie di secondo grado, per estendere successivamente il modello alle scuole secondarie di primo grado e infine alle scuole primarie.
L’obiettivo dichiarato è creare all’interno della scuola una rete stabile di prevenzione e supporto, offrendo agli studenti strumenti per riconoscere e gestire le emozioni e affrontare eventuali situazioni di disagio.
Come verrebbe finanziata la misura
Uno dei punti più discussi riguarda i costi.
Per finanziare il progetto viene proposta un’addizionale Ires dello 0,65% a carico delle grandi società di capitali con un fatturato annuo superiore a 100 milioni di euro.
Secondo quanto riportato, il costo complessivo dell’intervento potrebbe raggiungere circa 960 milioni di euro.
Nelle intenzioni dei promotori, il prelievo avrebbe una destinazione specifica: finanziare gli interventi rivolti alla tutela psicologica e relazionale delle nuove generazioni.
Le critiche di Rossano Sasso
La proposta è stata duramente contestata da Rossano Sasso di Futuro Nazionale, che sui social ha parlato di una possibile “medicalizzazione” della scuola e ha criticato sia l’obbligatorietà delle attività sia l’entità della spesa prevista.
Sasso ha inoltre contestato la scelta di reperire le risorse attraverso una nuova addizionale Ires, definendo l’intervento inutile e dannoso.
È proprio dopo queste polemiche che Valditara ha pubblicamente ribadito la propria contrarietà a un modello di assistenza psicologica obbligatorio e generalizzato.
Siri replica a Valditara: «Andiamo avanti»
Armando Siri non ha però intenzione di ritirare la proposta.
L’esponente leghista ha spiegato di aver parlato con Valditara alla vigilia della presentazione del testo e si è detto sorpreso dalla successiva presa di distanza del ministro.
Secondo Siri, affidarsi esclusivamente alla capacità delle famiglie di intercettare il disagio potrebbe non essere sufficiente, perché molte realtà familiari vivono oggi situazioni di fragilità e disgregazione. Da qui la necessità, a suo giudizio, di creare nella scuola un supporto rivolto non soltanto agli studenti, ma anche alle famiglie e agli insegnanti.
Siri ha inoltre ricordato il progetto ministeriale “Educare alle relazioni”, sostenendo che la proposta si collocherebbe nella stessa prospettiva di prevenzione e formazione.
Il testo, ha precisato, sarebbe stato elaborato anche attraverso un confronto con l’Ordine degli Psicologi.
Due modelli diversi per affrontare il disagio degli studenti
Il confronto mette quindi sul tavolo due impostazioni profondamente differenti.
Da una parte c’è il modello sostenuto da Valditara: interventi psicologici circoscritti alle situazioni in cui emergono specifiche criticità, con percorsi limitati e il coinvolgimento delle famiglie.
Dall’altra c’è la proposta di Siri, che punta invece a portare stabilmente l’educazione psicologica nell’orario curricolare di tutti gli studenti, attraverso due ore obbligatorie al mese e la presenza progressiva di migliaia di professionisti nelle scuole.
La proposta è ancora all’inizio del proprio percorso. Siri ha confermato l’intenzione di proseguire il confronto parlamentare, auspicando che nel corso dell’iter possa arrivare anche il sostegno del ministro.
La discussione resta dunque aperta: il supporto psicologico deve essere attivato soltanto in presenza di un bisogno specifico oppure diventare una presenza strutturale nell’attività scolastica?
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