Primo soccorso a scuola, le lezioni confluiranno nell’Educazione civica. La proposta di legge approda in Commissione Cultura.
- Debora De Patto
- 28 gen
- Tempo di lettura: 2 min

È entrata nel vivo, in VII Commissione Cultura della Camera, la discussione su una proposta di legge che punta a rafforzare la presenza del primo soccorso nei percorsi formativi delle scuole secondarie. L’intervento normativo mira a rendere strutturale l’insegnamento delle manovre di base e dei comportamenti corretti in situazioni di emergenza, collegandolo all’insegnamento dell’Educazione civica e alle iniziative di protezione civile.
Primo soccorso nei percorsi di Educazione civica
Il cuore della proposta riguarda l’inserimento dei moduli di primo soccorso all’interno delle ore già previste per l’Educazione civica. Le scuole avranno un margine di autonomia nella scelta degli strumenti didattici: spetterà ai collegi dei docenti valutare l’adozione di manuali o materiali specifici dedicati alla formazione in ambito sanitario e di emergenza.
Programmi definiti dal Ministero
Il testo affida al Ministero dell’Istruzione e del Merito il compito di definire i contenuti dei percorsi formativi. Entro sei mesi dall’eventuale entrata in vigore della legge, il MIM dovrà stabilire obiettivi, competenze e modalità di svolgimento dei corsi, indicando con chiarezza cosa gli studenti dovranno apprendere e in che modo.
Docenti e formatori coinvolti
Un altro nodo centrale riguarda l’individuazione delle figure incaricate dell’insegnamento. La selezione dei formatori sarà effettuata dal Ministero dell’Istruzione in collaborazione con il Ministero della Salute, entro 60 giorni. È prevista anche la possibilità di coinvolgere operatori qualificati del volontariato, valorizzando le competenze già presenti nel territorio.
Avvio e risorse economiche
Le nuove disposizioni dovrebbero entrare in vigore a partire dal primo anno scolastico successivo all’approvazione definitiva della legge. Sul piano finanziario, l’intervento è sostenuto da uno stanziamento complessivo di 5 milioni di euro, ripartiti in parti uguali tra il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Salute.




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