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Istituti tecnici, con la riforma cattedre anche da 15 ore

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
17 apr
Tempo di lettura: 2 min

Sperimentazione al via dal 2026/27 per le classi prime: l’obiettivo è ridurre gli esuberi


Con l’avvio della riforma degli istituti tecnici, prevista dall’anno scolastico 2026/27 a partire dalle classi prime, cambia anche il modo di costruire le cattedre. Una delle novità più rilevanti riguarda la possibilità, in casi specifici, di scendere sotto le tradizionali 18 ore settimanali.


La misura è contenuta nella nota ministeriale n. 164 del 16 aprile 2026, che richiama il decreto n. 29 del 19 febbraio 2026, attuativo delle disposizioni già previste dal decreto-legge 144/2022. L’obiettivo dichiarato è chiaro: limitare il rischio di docenti in esubero nella fase di transizione verso i nuovi quadri orari.



Più autonomia alle scuole nella gestione delle ore


Un ruolo centrale sarà giocato dalla cosiddetta “area di indirizzo flessibile”, che mette a disposizione delle scuole una quota oraria da gestire autonomamente. Questo spazio potrà essere utilizzato per rafforzare le discipline già previste dal curricolo oppure per introdurne di nuove, in base alle esigenze del territorio e dell’offerta formativa.

Si tratta, di fatto, di uno strumento pensato anche per tutelare i docenti che rischierebbero di perdere la titolarità a causa della riduzione o rimodulazione delle ore.



Cattedre ridotte fino a 15 ore, ma solo in via eccezionale


La novità più discussa riguarda però la possibilità di costituire cattedre con un orario inferiore alle 18 ore. Questo potrà avvenire solo nei casi in cui, nonostante l’utilizzo di tutte le risorse disponibili e una diversa organizzazione didattica, non sia possibile raggiungere il monte ore completo.

In queste situazioni, le cattedre potranno essere formate anche con 15 ore settimanali, soglia minima prevista in via eccezionale.



Come si completa l’orario dei docenti


Le ore mancanti non andranno perse. Il completamento della cattedra avverrà attraverso attività di potenziamento degli insegnamenti obbligatori oppure con l’attivazione di ulteriori discipline coerenti con gli obiettivi del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF).

In sostanza, le scuole avranno margini più ampi per “costruire” l’orario dei docenti, adattandolo alle nuove esigenze organizzative.



Regole specifiche per alcune discipline


La nota introduce anche indicazioni particolari per alcune materie. Tra queste, “Scienze e tecnologie dei trasporti”, che potrà essere assegnata fino a un massimo di due classi di concorso per ciascun percorso. L’insegnamento potrà essere articolato in moduli distinti, con valutazioni separate, soprattutto nel triennio e in relazione all’offerta formativa della scuola.


Una flessibilità in più, che punta a rendere il sistema più adattabile, ma che apre anche nuovi scenari organizzativi per dirigenti e docenti.



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