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Dalla Sicilia a Rimini: insegnante di sostegno chiede le ferie per stare accanto al suo alunno ricoverato

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
8 giu
Tempo di lettura: 2 min
Insegnante di sostegno dalla Sicilia a Rimini per stare accanto a un bambino ricoverato in ospedale durante il percorso di cura

Ha preso giorni di ferie, è partita dalla Sicilia e ha raggiunto Rimini per stare accanto a un suo alunno ricoverato in ospedale dopo un intervento chirurgico.

Protagonista della vicenda è un’insegnante di sostegno che ha deciso di accompagnare il bambino e la madre in un momento particolarmente delicato.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il piccolo si trovava in una clinica della città romagnola insieme alla madre, lontano da casa e dai suoi abituali punti di riferimento.

La docente ha così scelto di raggiungerli, sostenendo personalmente le spese del viaggio e del soggiorno.

“Per me è stato naturale”

avrebbe spiegato l’insegnante, sottolineando il forte legame costruito nel tempo con l’alunno e la sua famiglia.


Un gesto che va oltre gli obblighi di servizio

La presenza della docente non era prevista da alcuna disposizione contrattuale. L’insegnante ha utilizzato giorni di ferie regolarmente maturati e ha deciso autonomamente di essere presente accanto al bambino durante il ricovero.


Il riconoscimento delle istituzioni

La vicenda non è passata inosservata. Le istituzioni locali hanno voluto esprimere pubblicamente il proprio apprezzamento per il gesto, definendolo un esempio di attenzione educativa e vicinanza umana.

L’iniziativa è stata considerata una testimonianza concreta di quel rapporto di fiducia e supporto che spesso si crea tra docenti di sostegno, alunni e famiglie, soprattutto nei percorsi più complessi.


Quando la scuola diventa presenza

Al di là degli aspetti normativi, la storia ha colpito perché racconta una dimensione della scuola che va oltre programmi, verifiche e adempimenti burocratici.

La decisione della docente è stata una scelta personale, libera e non dovuta. Proprio per questo il gesto ha assunto un significato particolare: essere presenti accanto a un alunno anche in un momento difficile della sua vita.


 
 
 

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