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Decreto Scuola al Senato: emendamenti entro il 20 ottobre, voto in Aula da novembre.

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
8 ore fa
Tempo di lettura: 4 min
Decreto Scuola al Senato

Il Decreto Scuola avvia il suo percorso parlamentare al Senato. Il provvedimento, approvato dal Governo a fine settembre, è stato incardinato in Commissione Cultura, dove nelle prossime settimane entrerà nel vivo l’esame delle diverse misure.

Il calendario prevede una prima fase dedicata alle audizioni, seguita dalla discussione generale. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato alle ore 12 del 20 ottobre, mentre l’approdo del decreto nell’Aula del Senato è previsto a partire dal 3 novembre.

Il passaggio parlamentare sarà particolarmente importante perché deputati e senatori potranno intervenire sul testo attraverso proposte di modifica prima della conversione definitiva in legge.



Classi: previsto il limite del 30% per gli alunni stranieri

Una delle misure più rilevanti riguarda la composizione delle classi. Dall’anno scolastico 2027/2028 è prevista una soglia massima del 30% di studenti stranieri nelle classi prime della scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado.

Nel calcolo, tuttavia, non rientrerebbero indistintamente tutti gli studenti senza cittadinanza italiana: il limite interesserebbe quelli che non abbiano già frequentato almeno tre anni di scuola in Italia.

L’obiettivo dichiarato è favorire l’integrazione linguistica e una distribuzione più equilibrata degli studenti.



Corsi di italiano per i genitori e possibili sanzioni

Il decreto interviene anche sul rapporto tra scuola e famiglie degli studenti stranieri.

Quando le difficoltà linguistiche dei genitori ostacolano concretamente la comunicazione con l’istituto e il percorso scolastico dei figli, potrà essere prevista una segnalazione ai servizi sociali finalizzata alla partecipazione a corsi gratuiti di lingua italiana organizzati presso i CPIA.

In caso di mancata partecipazione senza una valida giustificazione, è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro.



Volto non identificabile in classe: previsto il divieto

Un’altra disposizione introduce il divieto di permanere negli ambienti scolastici con il volto coperto in modo tale da impedire l’identificazione della persona.

Anche in questo caso sono previste sanzioni comprese tra 200 e 1.000 euro. Per gli studenti minorenni, la contestazione ricadrebbe sui genitori.



Tecnici e professionali cambiano nome

Novità anche per la scuola secondaria di secondo grado. Il decreto prevede una modifica delle denominazioni:

  • gli istituti tecnici diventerebbero “Licei Tecnologici”;

  • gli istituti professionali assumerebbero la denominazione di “Licei Professionali”.

Una scelta che interviene sull’identità dei due percorsi e che potrebbe essere oggetto di confronto durante l’esame parlamentare.



PEI: non dovrà essere riscritto integralmente ogni anno

Importanti modifiche riguardano anche l’inclusione scolastica e il Piano Educativo Individualizzato (PEI).

La nuova impostazione punta a garantire maggiore continuità: il documento non dovrebbe essere ricostruito integralmente ogni anno, ma aggiornato sulla base dei nuovi elementi e delle esigenze che emergono nel percorso dell’alunno con disabilità.

Il tema rappresenta uno dei passaggi più delicati del decreto e sarà da seguire anche alla luce delle eventuali modifiche presentate durante l’iter di conversione.



Latino alle medie: modulo facoltativo da 33 ore

Dal 2027 viene inoltre prevista la possibilità per le scuole secondarie di primo grado di proporre un modulo facoltativo di latino della durata di 33 ore annuali.

Non si tratterebbe quindi di un ritorno generalizzato e obbligatorio del latino nelle scuole medie, ma di un’attività opzionale.



Libri e materiale scolastico: sale la soglia ISEE

Il decreto interviene anche sugli aiuti economici destinati alle famiglie.

La soglia ISEE per accedere ai contributi statali destinati all’acquisto dei libri di testo e del materiale scolastico viene innalzata da 30.000 a 40.000 euro, ampliando così la platea potenziale dei beneficiari.

Sono inoltre previsti 70 milioni di euro in due anni per rafforzare le attività di orientamento e tutoraggio rivolte agli studenti.



Percorsi abilitanti da 30 CFU: novità per precari e straordinario bis

Sul fronte del reclutamento, il decreto interviene sui percorsi abilitanti da 30 CFU.

Per i docenti con almeno tre anni di servizio e per coloro che hanno partecipato al concorso straordinario bis viene previsto un accesso stabile ai percorsi, accompagnato da una quota di posti riservata.

La misura interessa direttamente una parte consistente del personale precario che punta al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento.



ITP: diploma valido per i concorsi fino alla fine del 2027

Proroga anche per gli insegnanti tecnico-pratici (ITP).

La possibilità di partecipare ai concorsi utilizzando il diploma quale titolo di accesso viene estesa fino al 31 dicembre 2027, rinviando ulteriormente l’entrata a regime dei nuovi requisiti.



Dirigenti scolastici: 14 milioni per la retribuzione

Per i dirigenti scolastici vengono stanziati 14 milioni di euro per il 2026, destinati alla retribuzione di posizione e di risultato.

Ulteriori risorse riguardano invece le attività necessarie alla conclusione degli interventi collegati al PNRR.

Sono previsti 5 milioni di euro nel 2026 per finanziare prestazioni straordinarie di docenti e personale ATA e altri 4 milioni per i compensi aggiuntivi destinati ai revisori dei conti delle istituzioni scolastiche.



Edilizia scolastica: procedure semplificate fino alla conclusione dei lavori

Per gli interventi sugli edifici scolastici viene infine prevista la prosecuzione delle procedure semplificate e dei poteri straordinari riconosciuti agli enti locali impegnati nella realizzazione delle opere.

Comuni e Province potranno utilizzarli fino all’effettiva conclusione dei cantieri interessati.



Ora la partita si sposta sugli emendamenti

Il testo approvato dal Governo non è ancora definitivo. L’attenzione si concentra adesso sull’esame parlamentare e, soprattutto, sulle proposte di modifica che saranno depositate entro il 20 ottobre.

Il passaggio in Aula, previsto a partire dal 3 novembre, consentirà di capire quali disposizioni resteranno invariate e quali saranno invece corrette durante la conversione in legge.

Dal PEI ai percorsi abilitanti, passando per ITP, composizione delle classi, latino alle medie e aiuti alle famiglie: nelle prossime settimane potrebbero quindi arrivare ulteriori novità per il mondo della scuola.



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