Congedo parentale esteso fino ai 14 anni: chiarimenti INPS su requisiti e modalità di domanda
- Debora De Patto
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 1 min

Con il messaggio n. 251 del 26 gennaio 2026, l’INPS ha illustrato le istruzioni operative relative all’ampliamento del congedo parentale previsto dalla legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199). L’intervento normativo innalza da 12 a 14 anni l’età del figlio entro cui i genitori lavoratori dipendenti possono fruire del beneficio.
Nuovi limiti di età per la fruizione
A decorrere dal 1° gennaio 2026, il congedo parentale può essere utilizzato:
fino al compimento dei 14 anni di età del figlio, a partire dal termine del congedo di maternità per la madre e dalla nascita per il padre;
entro 14 anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare in caso di adozione o affidamento, a condizione che non sia già stata raggiunta la maggiore età.
Soggetti interessati e ambito di applicazione
L’estensione riguarda esclusivamente i genitori lavoratori dipendenti.
Restano invece invariati i limiti previsti per le altre categorie:
lavoratori iscritti alla Gestione separata, per i quali il congedo resta fruibile entro i 12 anni;
lavoratori autonomi, che possono beneficiare del congedo entro il primo anno di vita del figlio.
Domande e aggiornamento delle procedure INPS
L’INPS ha comunicato che dall’8 gennaio 2026 è attiva sul proprio portale la procedura aggiornata “Domande di maternità e paternità”, necessaria per la presentazione delle richieste di congedo parentale secondo le nuove regole.
Per i genitori che non hanno potuto inoltrare la domanda nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e la data di aggiornamento del sistema, l’Istituto ha previsto la possibilità di presentare l’istanza con effetto retroattivo, evitando così penalizzazioni legate a ritardi di natura tecnica.




Commenti