Carta del docente: chiesti chiarimenti dal PD sui ritardi per il 2025/2026
- Debora De Patto
- 1 giorno fa
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Il Partito Democratico torna a sollecitare il Ministero dell’Istruzione e del Merito sulla Carta del docente attraverso il depositato dell’ennesima interrogazione. Alla Camera è stata depositata una nuova interrogazione parlamentare, la terza sul tema, per chiedere spiegazioni sui ritardi nell’erogazione delle somme relative all’anno scolastico 2025/2026.
A presentarla è stata Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del PD, che ha denunciato l’assenza di comunicazioni ufficiali e il mancato rispetto delle scadenze previste dalla normativa. Il decreto ministeriale attuativo, infatti, non risulta ancora emanato, nonostante la legge ne fissasse l’adozione entro il 30 gennaio.
Negli anni precedenti, la Carta del docente veniva accreditata in autunno, permettendo agli insegnanti di pianificare per tempo attività di formazione e aggiornamento professionale. Per l’anno in corso, invece, la situazione appare ferma: nessuna data certa, nessuna indicazione sugli importi e nessuna informazione sulle modalità di erogazione.
Arretrati e disagi per i docenti
Secondo Manzi, l’ampliamento dei beneficiari previsto dal decreto-legge n. 127 del 2025 non può giustificare lo stallo. Il Ministero, sostiene la deputata, dispone già dei dati necessari per individuare gli aventi diritto e non è accettabile che le difficoltà organizzative ricadano ancora una volta sul personale scolastico.
Una situazione che ha alimentato il malcontento dei docenti e portato a proteste, mobilitazioni sindacali e petizioni pubbliche.
Molti insegnanti, in assenza del contributo, sono costretti a sostenere di tasca propria le spese per corsi di formazione, master e aggiornamenti obbligatori, oppure a rinunciarvi del tutto. Una contraddizione evidente, secondo il PD, in un sistema che dichiara di voler investire sulla qualità dell’istruzione.
Le richieste al Ministero
Con l’interrogazione, il PD chiede al Ministro risposte puntuali su diversi aspetti: le ragioni del mancato rispetto dei termini, i tempi di pubblicazione del decreto attuativo, le date di accredito delle somme, le modalità di pagamento degli arretrati e l’importo effettivo della Carta alla luce dell’aumento dei beneficiari.
L’obiettivo, conclude Manzi, è ottenere trasparenza immediata e un cronoprogramma chiaro che consenta di sbloccare rapidamente una misura fondamentale per la formazione continua del personale scolastico.




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