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Carta del docente 2025/26: perché il bonus non c’è ancora e cosa succederà nei prossimi mesi

  • Immagine del redattore: Debora De Patto
    Debora De Patto
  • 12 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Sulla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it è attivo da metà novembre l’avviso secondo cui i voucher relativi all’anno scolastico 2025/26 saranno disponibili da gennaio 2026.

Ad oggi, però, il buono non risulta ancora caricato.



Perché il bonus 2025/26 è in attesa


La nuova erogazione è legata a due passaggi fondamentali:

  • la definizione della platea effettiva dei beneficiari, ampliata rispetto al passato;

  • l’emanazione del decreto ministeriale che stabilirà importo, criteri e modalità di utilizzo.


Senza questi elementi, il caricamento della Carta non può avvenire.



Le possibili novità


Tra i cambiamenti in discussione:

  • l’inclusione stabile dei docenti con contratto al 30 giugno;

  • una rimodulazione dell’importo, che potrebbe non coincidere più con i 500 euro previsti originariamente dalla legge 107/2015.



Chi avrà diritto alla Carta nel 2025/26


Il bonus spetterà a:

  • docenti a tempo indeterminato, compresi neoimmessi e part-time;

  • docenti inidonei per motivi di salute;

  • docenti in comando, distacco, fuori ruolo o utilizzazione;

  • docenti all’estero e nelle scuole militari;

  • docenti con contratto al 31 agosto 2026;

  • docenti con contratto al 30 giugno;

  • personale educativo in servizio;

  • docenti destinatari di sentenze favorevoli.



Spese ammissibili: cosa cambia


L’utilizzo della Carta sarà sempre più orientato alla formazione:

  • hardware e software acquistabili solo alla prima erogazione e poi ogni quattro anni;

  • possibilità di utilizzare il bonus anche per servizi di trasporto;

  • confermato il divieto di acquisto di elettrodomestici.



Cosa aspettarsi tra gennaio e febbraio 2026


Secondo quanto chiarito dal Ministro Valditara, solo tra fine gennaio e inizio febbraio sarà possibile conoscere con certezza:

  • il numero definitivo degli aventi diritto;

  • l’importo effettivo della Carta.


La linea è chiara: meno utilizzi impropri, più risorse per la formazione, con regole più stringenti sugli acquisti tecnologici.



 
 
 

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