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Tetto del 30% nelle classi per gli alunni stranieri che non conoscono l’italiano: Valditara annuncia il decreto legge e 14 milioni per potenziare l’italiano

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
23 set
Tempo di lettura: 3 min
Tetto del 30% nelle classi per gli alunni stranieri che non conoscono l’italiano

Il Governo si prepara a intervenire sulla distribuzione degli studenti che non conoscono adeguatamente l’italiano nelle classi. La misura, secondo quanto annunciato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara il 23 settembre, sarà inserita in un decreto legge e dovrebbe riguardare già l’anno scolastico in corso, senza modificare la composizione delle classi esistenti.

Il limite indicato è del 30%, ma il criterio non sarà semplicemente quello della cittadinanza. Il parametro centrale sarà infatti la conoscenza della lingua italiana e, secondo quanto spiegato dal ministro, la disciplina potrà riguardare anche studenti con cittadinanza europea che presentino difficoltà linguistiche.



Il 30% non riguarderà automaticamente tutti gli studenti stranieri

Il provvedimento punta in particolare sugli studenti di recente ingresso nel sistema scolastico che non possiedono una conoscenza dell’italiano sufficiente a seguire regolarmente le lezioni.

Sono previste esclusioni legate al percorso scolastico già svolto in Italia, in modo da non ricomprendere automaticamente nel limite chi abbia già acquisito un’adeguata padronanza linguistica. Valditara ha spiegato che l’obiettivo dichiarato è adottare criteri facilmente applicabili dalle scuole e favorire l’integrazione attraverso la conoscenza della lingua.

La misura, inoltre, dovrebbe agire soprattutto sui nuovi inserimenti, senza arrivare alla riorganizzazione generalizzata delle classi già formate.



Uffici scolastici coinvolti nella distribuzione degli studenti

Un ruolo operativo sarà affidato agli uffici scolastici territoriali, chiamati a coordinare le scuole per favorire, quando possibile, una distribuzione più equilibrata degli studenti tra gli istituti di prossimità.

Il Governo prevede tuttavia delle deroghe per le realtà territoriali nelle quali la concentrazione degli studenti interessati è particolarmente elevata oppure non esistono scuole vicine nelle quali procedere a una diversa distribuzione.



Oltre 14 milioni per rafforzare l’italiano

Nei casi in cui la redistribuzione non sia concretamente possibile, il decreto dovrebbe prevedere un intervento specifico sul piano didattico.

Sono annunciati oltre 14 milioni di euro destinati al potenziamento e alla personalizzazione dell’insegnamento della lingua italiana per gli studenti che presentano maggiori difficoltà linguistiche.

L’intervento si inserisce nell’impostazione più ampia sostenuta dal Ministero sulla centralità delle competenze linguistiche, richiamata anche nelle nuove Indicazioni nazionali attraverso una maggiore attenzione alla grammatica e alla sintassi.



L’obiettivo: evitare concentrazioni e isolamento

Valditara ha collegato la misura al rischio di una progressiva concentrazione degli studenti stranieri in determinati istituti. Nel suo intervento ha richiamato il fenomeno sociologico del white flight, cioè lo spostamento delle famiglie verso altre scuole quando percepiscono una presenza molto elevata di studenti immigrati o appartenenti a minoranze.

Secondo il ministro, una dinamica di questo tipo rischierebbe di favorire la formazione di scuole fortemente separate sul piano sociale. È in questo contesto che Valditara ha presentato il nuovo sistema come uno strumento finalizzato a evitare situazioni di isolamento scolastico.



Italiano anche per i genitori

Tra le misure annunciate figura inoltre l’introduzione di corsi obbligatori di italiano per i genitori migranti degli studenti che incontrano particolari difficoltà linguistiche e di integrazione.

L’obiettivo indicato dal Governo è rafforzare il rapporto tra scuola e famiglia e consentire ai genitori di seguire con maggiore efficacia il percorso scolastico dei figli.



Burqa e niqab: previsto il divieto a scuola

Il pacchetto annunciato interviene anche sull’utilizzo a scuola di indumenti che coprono integralmente il volto. Il provvedimento dovrebbe prevedere il divieto di burqa e niqab negli istituti scolastici.

Valditara ha collegato questa scelta al contrasto dell’isolamento e delle discriminazioni nei confronti delle donne, definendola una misura coerente con la tutela della dignità femminile. Si tratta della posizione espressa dal ministro nel presentare il provvedimento, tema sul quale il confronto politico resta acceso.

Il decreto legge è atteso in Consiglio dei ministri: sarà quindi il testo approvato dal Governo a definire nel dettaglio criteri, deroghe e modalità operative che le scuole dovranno applicare.

 
 
 

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