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Personale educativo, solo 79 assunzioni in ruolo per il 2026/27: coperto esclusivamente il turn over, restano 624 posti vacanti

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
23 lug
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 24 lug

Personale educativo, solo 79 assunzioni in ruolo per il 2026/27

Con il Decreto Ministeriale n. 142 del 21 luglio 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha autorizzato le immissioni in ruolo del personale educativo per l’anno scolastico 2026/27, fissando il contingente nazionale in 79 assunzioni.


Cosa prevede il decreto

Il decreto stabilisce che i 79 posti saranno ripartiti tra le province secondo il contingente autorizzato.

Qualora in una provincia non sia possibile effettuare tutte le assunzioni per assenza di candidati nelle graduatorie, il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale potrà procedere alla compensazione tra le province della stessa regione, redistribuendo i posti disponibili.

Restano inoltre applicabili le riserve di legge previste dalla normativa vigente.

Gli aspiranti destinatari della nomina riceveranno una sede provvisoria per l’anno scolastico 2026/27; la sede definitiva sarà assegnata attraverso le operazioni di mobilità dell’anno scolastico 2027/28.


Le osservazioni della FLC CGIL

Nel commentare il provvedimento, la FLC CGIL sottolinea che il numero autorizzato corrisponde esclusivamente al turn over, cioè alle 79 cessazioni dal servizio registrate per il prossimo anno scolastico. Secondo il sindacato, il dato appare particolarmente contenuto se confrontato con l’organico complessivo del personale educativo, che conta 2.224 posti, dei quali 624 risultano vacanti.

Il sindacato evidenzia inoltre il rischio che le assunzioni effettive possano risultare perfino inferiori alle 79 autorizzate, a causa dell’esaurimento delle graduatorie in diverse province. La sola possibilità di redistribuire i posti all’interno della stessa regione non sarebbe sufficiente a risolvere le criticità del settore.

Per questo motivo la federazione chiede l’avvio di nuove procedure concorsuali e la copertura di tutti i posti realmente vacanti e disponibili.

Tra le proposte avanzate vi è anche l’introduzione di una procedura simile alla “call veloce”, che consentirebbe di assegnare i posti rimasti liberi attingendo alle graduatorie di altre province. La FLC CGIL ricorda inoltre che il personale educativo è escluso dagli elenchi regionali previsti per altri concorsi e che l’ultimo bando specifico per questa categoria risale a oltre venticinque anni fa.

Proprio per richiamare l’attenzione sulla situazione del settore, la FLC CGIL ha reso noto di aver inviato una lettera aperta al Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e alla Capo Dipartimento Carmela Palumbo, chiedendo un intervento volto a rafforzare gli organici e garantire una maggiore stabilità al servizio educativo.

 
 
 

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