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Operatore scolastico dal 2027: mansioni, requisiti e differenze con il Collaboratore scolastico

  • Immagine del redattore: Debora De Patto
    Debora De Patto
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min
Operatore scolastico dal 2027: mansioni, requisiti e differenze con il Collaboratore scolastico

Dal 2027 la scuola italiana dovrebbe vedere l’ingresso effettivo di una nuova figura del personale ATA: l’Operatore scolastico. Il profilo, introdotto dal CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, appartiene all’Area degli Operatori e si distingue dal tradizionale Collaboratore scolastico soprattutto per le maggiori competenze richieste e per alcune mansioni aggiuntive.


La novità interessa sia chi è già inserito nelle graduatorie ATA sia chi sta pensando al prossimo aggiornamento previsto nel 2027. Collaboratore scolastico e Operatore scolastico saranno due profili distinti, con differenti requisiti di accesso, mansioni e trattamento economico.



Collaboratore scolastico e Operatore scolastico: la differenza principale

Il primo elemento da chiarire riguarda l’inquadramento contrattuale. Il Collaboratore scolastico (CS) appartiene all’Area dei Collaboratori, mentre l’Operatore scolastico (OS) è collocato nell’Area degli Operatori, insieme all’Operatore dei servizi agrari.

Non si tratta, quindi, di un nuovo nome attribuito al collaboratore scolastico.

L’Operatore scolastico rappresenta un diverso profilo professionale, caratterizzato da competenze ulteriori e da requisiti di accesso più specifici.

La differenza emerge soprattutto dalle mansioni.



Cosa farà l’Operatore scolastico

Il Collaboratore scolastico svolge le tradizionali attività connesse all’accoglienza e alla sorveglianza degli alunni, alla vigilanza degli ambienti scolastici, alla pulizia dei locali e degli arredi e alle attività di supporto necessarie al funzionamento della scuola.

L’Operatore scolastico condividerà diverse di queste attività, ma avrà anche compiti ulteriori.

Il CCNL attribuisce infatti al nuovo profilo attività di assistenza e monitoraggio delle esigenze igienico-sanitarie degli alunni con disabilità, nell’ambito delle attività non specialistiche, oltre a forme di supporto ai servizi amministrativi e tecnici della scuola.

È proprio questo ampliamento delle mansioni a spiegare l’inquadramento dell’OS nell’Area degli Operatori anziché in quella dei Collaboratori.



Titoli di accesso: cosa cambia

Un’altra differenza importante riguarda i requisiti necessari per entrare nei due profili.

Per il Collaboratore scolastico resta previsto il titolo di studio individuato dalla disciplina delle graduatorie ATA. Per questo profilo la Certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale (CIAD) non costituisce requisito obbligatorio di accesso.

Per l’Operatore scolastico, invece, il sistema è più articolato. Il CCNL prevede, a seconda del percorso posseduto, una qualifica professionale coerente con le attività socio-assistenziali oppure il titolo previsto accompagnato dalle specifiche competenze socio-assistenziali.

A ciò si aggiunge la CIAD, richiesta per l’accesso al profilo secondo quanto previsto dalla disciplina vigente.

Chi punta al nuovo profilo deve quindi verificare con particolare attenzione che il proprio titolo professionale rientri esattamente tra quelli ammessi.



Lo stipendio dell’Operatore scolastico sarà più alto

La diversa collocazione contrattuale comporta anche una differenza economica.

L’Operatore scolastico ha una retribuzione tabellare superiore rispetto al Collaboratore scolastico, anche se il divario iniziale non è particolarmente elevato.

La differenza economica, quindi, non rappresenta da sola l’elemento più significativo della nuova figura. Il vero cambiamento riguarda soprattutto il livello professionale, le competenze richieste e le responsabilità attribuite.



Cosa succede ai Collaboratori scolastici

L’arrivo dell’Operatore scolastico non comporta la scomparsa del Collaboratore scolastico. I due profili hanno una propria collocazione nell’ordinamento ATA e mansioni differenti.

Per chi lavora già come Collaboratore scolastico, però, il nuovo sistema apre anche la possibilità di una progressione verso l’Area degli Operatori, attraverso le procedure previste dal contratto.

Il CCNL disciplina infatti le progressioni verticali tra le aree, prevedendo specifici requisiti legati al titolo posseduto e all’esperienza professionale maturata.

Per un CS di ruolo con diversi anni di servizio, l’Operatore scolastico può quindi rappresentare un’opportunità di crescita professionale senza dover necessariamente ripartire da zero.



Operatore scolastico dal 2027: perché sarà importante il prossimo aggiornamento ATA

Il prossimo aggiornamento delle graduatorie ATA sarà particolarmente importante per chi punta al nuovo profilo di Operatore scolastico.

Per poter presentare domanda sarà necessario verificare con attenzione il possesso di tutti i requisiti richiesti e, tra questi, assume un ruolo centrale la CIAD – Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale.

A differenza del Collaboratore scolastico, infatti, per il profilo di Operatore scolastico la CIAD rappresenta un requisito di accesso. Chi intende candidarsi dovrà quindi arrivare alla prossima finestra di aggiornamento già in possesso di una certificazione conforme ai requisiti previsti.



CS o OS: quale profilo conviene?

Non esiste una risposta valida per tutti.

Il Collaboratore scolastico rimane il profilo più accessibile per chi vuole entrare nel personale ATA senza possedere qualifiche professionali aggiuntive. L’Operatore scolastico richiede invece una preparazione più specifica, ma offre un inquadramento superiore e apre la strada a mansioni più qualificate.

Per chi possiede già i requisiti dell’OS, quindi, il nuovo profilo può rappresentare un’opportunità interessante. Chi invece parte senza qualifiche aggiuntive può continuare a puntare sul CS e valutare successivamente l’acquisizione dei titoli necessari.



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