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Medicina, il TAR conferma il semestre filtro: respinto il ricorso contro la riforma dell’accesso ai corsi di laurea

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
22 giu
Tempo di lettura: 3 min
Studenti universitari durante una lezione di Medicina dopo la conferma del semestre filtro da parte del TAR del Lazio.

Il TAR del Lazio dà ragione al Ministero sul nuovo accesso a Medicina

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha respinto il ricorso presentato da un gruppo di docenti universitari contro il decreto ministeriale che disciplina il nuovo sistema di accesso ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.

La sentenza, pubblicata il 15 giugno 2026, rappresenta un passaggio importante per l’attuazione della riforma e affronta uno dei temi più discussi degli ultimi mesi: il rapporto tra la selezione nazionale degli studenti e l’autonomia delle università.

Secondo i giudici amministrativi, il nuovo modello non limita in modo illegittimo le prerogative degli Atenei, ma realizza un equilibrio tra diverse esigenze costituzionalmente rilevanti, tra cui il diritto allo studio, la valorizzazione del merito, la sostenibilità del sistema universitario e l’autonomia degli istituti accademici.



Cos’è il semestre filtro introdotto dalla riforma

La riforma ha superato il tradizionale test di ingresso, introducendo un primo semestre aperto a tutti gli studenti interessati a iscriversi ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.

Durante questo periodo gli studenti frequentano le lezioni, sostengono esami universitari e acquisiscono crediti formativi. Al termine del semestre viene elaborata una graduatoria nazionale basata sui risultati ottenuti, dalla quale dipende l’accesso al secondo semestre del percorso di studi scelto.

Nella sentenza il TAR evidenzia come il semestre filtro abbia una natura particolare, essendo contemporaneamente un’attività universitaria e una fase di una procedura selettiva nazionale. Proprio questa caratteristica giustifica l’adozione di programmi comuni, verifiche uniformi e criteri di valutazione identici per tutti gli studenti.



Le motivazioni del ricorso dei docenti universitari

I professori che hanno impugnato il decreto ministeriale n. 418 del 2025 non contestavano il superamento del test d’ingresso tradizionale, ma le modalità con cui la riforma è stata attuata.

Secondo i ricorrenti, la definizione centralizzata degli insegnamenti del semestre filtro, l’introduzione di syllabus nazionali e l’organizzazione di prove uniformi avrebbero limitato l’autonomia degli Atenei e la libertà di insegnamento tutelate dall’articolo 33 della Costituzione.

Dopo aver esaminato le diverse contestazioni, il TAR ha però ritenuto infondate le argomentazioni presentate.



Perché il TAR esclude una limitazione dell’autonomia universitaria

Uno dei punti principali del ricorso riguardava la scelta del Ministero di individuare tre insegnamenti comuni per tutte le università: Biologia, Fisica e Chimica con propedeutica biochimica.

Secondo il Tribunale, questa uniformità è necessaria per garantire una selezione nazionale fondata su criteri omogenei e risultati realmente confrontabili tra studenti provenienti da Atenei diversi.

I giudici sottolineano inoltre che il semestre filtro interessa soltanto 18 crediti formativi universitari rispetto ai 360 complessivi previsti dal corso di laurea. In termini percentuali, la parte uniforme riguarda circa il 5% dell’intero percorso accademico.

Per il restante 95%, le università mantengono piena autonomia nella progettazione dell’offerta formativa, nell’organizzazione dei corsi e nella definizione dei percorsi didattici.



Libertà di insegnamento e syllabus nazionali

Tra le critiche mosse dai ricorrenti vi era anche quella relativa ai syllabus nazionali, ovvero ai programmi comuni che individuano gli argomenti oggetto delle prove del semestre filtro.

Secondo il TAR, tali programmi non limitano la libertà di insegnamento dei docenti. I syllabus definiscono esclusivamente un nucleo minimo di conoscenze necessario per rendere comparabili le valutazioni a livello nazionale.

Rimangono invece pienamente nella disponibilità dei professori le modalità didattiche, gli approfondimenti disciplinari e l’attività di ricerca scientifica.



Il ruolo del CINECA nella gestione delle prove

Il ricorso contestava inoltre il coinvolgimento del CINECA nella gestione tecnica delle procedure. Anche su questo punto il TAR ha confermato la legittimità del sistema, precisando che il Consorzio svolge esclusivamente funzioni informatiche e organizzative senza intervenire nella valutazione degli studenti.

Le commissioni incaricate della correzione delle prove e della validazione dei risultati continuano infatti a essere nominate dalle università.



Le possibili criticità organizzative degli Atenei

I ricorrenti avevano espresso preoccupazioni anche sull’impatto organizzativo derivante dall’apertura del semestre a un numero potenzialmente elevato di studenti.

Secondo il Tribunale, il legislatore ha previsto strumenti adeguati per affrontare eventuali criticità, consentendo agli Atenei di adottare attività integrative, deroghe ai requisiti minimi di docenza e, quando necessario, modalità di didattica a distanza.

Inoltre, nel procedimento non sarebbero emerse prove concrete in grado di dimostrare un effettivo peggioramento della qualità dell’offerta formativa.



La decisione finale del TAR

La sentenza respinge anche la richiesta di sollevare una questione di legittimità costituzionale sulla riforma.

Secondo i giudici, il legislatore ha operato un bilanciamento ragionevole tra autonomia universitaria, libertà di insegnamento, diritto allo studio, valorizzazione del merito, sostenibilità del sistema universitario ed esigenze del Servizio sanitario nazionale.

Nelle conclusioni il TAR afferma che la riforma non sostituisce l’autonomia degli Atenei con un sistema centralizzato, ma introduce un segmento comune limitato e funzionale alla selezione nazionale, lasciando inalterate le prerogative delle università e dei docenti per il resto del percorso formativo.

 

 
 
 

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