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Fake news e informazione online: un italiano su due cade nella rete!

Confronto Scuola
12 lug
Tempo di lettura: 2 min

Oggi più che mai siamo immersi in un flusso continuo di notizie, contenuti e opinioni. Le informazioni viaggiano velocemente, spesso senza controlli adeguati e senza una reale verifica delle fonti. Il risultato è un dubbio che accompagna sempre più spesso chi legge: sarà davvero vero?

A fotografare questa difficoltà è una ricerca Ipsos Doxa sui consumi informativi degli italiani, presentata il 10 luglio in occasione del Premio Ischia internazionale di giornalismo.

Il dato più significativo è chiaro: quasi un italiano su due ammette di aver creduto almeno una volta a una notizia falsa, accorgendosi soltanto in un secondo momento di essere stato tratto in inganno.

Oltre la metà degli intervistati, inoltre, ritiene che oggi sia sempre più complicato orientarsi e riconoscere un’informazione davvero affidabile.

L’indagine, realizzata nel giugno 2026 su un campione di 1.500 persone tra i 16 e i 65 anni, mostra comunque quanto l’informazione continui ad avere un ruolo centrale nella vita quotidiana. Il 93% degli intervistati considera importante restare aggiornato, mentre tre persone su quattro ritengono di dedicare alle notizie il tempo necessario.

Il problema, però, non è la quantità di informazione disponibile, ma la sua qualità.

Accanto ai mezzi tradizionali, come televisioni, radio e quotidiani, si sono affermati social network, creator, influencer e nuovi intermediari digitali. Canali che, soprattutto tra i giovani, hanno assunto un peso crescente nella diffusione delle notizie.

Ed è proprio sul terreno dell’affidabilità che emergono le maggiori criticità. Il 51% del campione sostiene che oggi non sia semplice trovare contenuti attendibili, mentre il 48% dichiara di aver creduto almeno una volta a una notizia che si è poi rivelata falsa. Intelligenza artificiale: opportunità o nuovo rischio?

Un capitolo centrale riguarda inevitabilmente l’intelligenza artificiale.

Da una parte vengono riconosciute le potenzialità degli strumenti di IA generativa, capaci di aiutare nella ricerca, nella sintesi e nella comprensione delle informazioni. Dall’altra cresce il timore che queste tecnologie possano rendere ancora più semplice la creazione di contenuti falsi, manipolati o difficili da distinguere da quelli autentici.

Tra gli under 35, però, si registra una tendenza interessante: aumenta l’utilizzo dei chatbot anche come strumento di supporto per verificare notizie, confrontare fonti e chiarire informazioni poco comprensibili.

Per il futuro, telegiornali e siti di informazione continueranno probabilmente a rappresentare i principali punti di riferimento. Allo stesso tempo, però, i chatbot basati sull’intelligenza artificiale sembrano destinati ad assumere un ruolo sempre più rilevante, soprattutto tra le nuove generazioni.

La vera sfida, quindi, non sarà soltanto avere accesso alle informazioni, ma riuscire a distinguere ciò che è attendibile da ciò che non lo è. Perché oggi le notizie non mancano: ciò che manca, sempre più spesso, è il tempo e la capacità di verificarle. "In questo scenario, la scuola è chiamata a un ruolo sempre più decisivo: introdurre percorsi strutturati di social media education, per insegnare agli studenti a riconoscere le fonti attendibili e a difendersi dalle fake news."

 
 
 

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