Esame di terza media 2026: come funziona, dalle prove ai criteri di valutazione
- Debora De Patto
- 1 giorno fa
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Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato sul proprio sito una pagina informativa dedicata all’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione, la prova che chiude il percorso della scuola secondaria di primo grado e permette l’accesso alla scuola superiore o ai percorsi regionali di istruzione e formazione professionale.
La sezione raccoglie le principali indicazioni normative, le condizioni per l’ammissione, la struttura delle prove e le modalità di valutazione. I riferimenti principali restano il decreto legislativo 62 del 2017 e il decreto ministeriale 741 del 2017, che disciplinano lo svolgimento dell’esame.
Requisiti per essere ammessi all’esame
Gli studenti possono essere ammessi all’esame come candidati interni se soddisfano alcune condizioni previste dalla normativa.
In particolare devono:
aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore annuale personalizzato;
aver partecipato alle prove nazionali INVALSI di italiano, matematica e inglese;
non aver ricevuto la sanzione disciplinare della non ammissione;
aver ottenuto almeno 6/10 nel comportamento.
Durante lo scrutinio finale il consiglio di classe assegna il voto di ammissione, espresso in decimi e basato sull’intero percorso scolastico svolto nel triennio. Se uno studente presenta valutazioni inferiori a 6/10 in una o più discipline, il consiglio di classe può decidere la non ammissione all’esame.
Candidati privatisti e istruzione parentale
All’esame possono partecipare anche candidati esterni, compresi gli studenti che seguono percorsi di istruzione parentale.
In questo caso la domanda deve essere presentata a una scuola statale o paritaria entro il 20 marzo dell’anno scolastico di riferimento. Anche per i privatisti la partecipazione alle prove INVALSI resta un requisito obbligatorio.
Le prove previste dall’esame
L’esame finale è composto da tre prove scritte e un colloquio orale, che si svolgono in giornate diverse, anche non consecutive.
Le prove scritte riguardano:
Italiano, con tracce che possono prevedere testo narrativo o descrittivo, testo argomentativo oppure attività di comprensione e sintesi;
Matematica, con problemi e quesiti legati alle principali aree delle competenze logico-matematiche;
Lingue straniere, con verifiche di comprensione e produzione scritta in inglese e nella seconda lingua comunitaria studiata.
Per gli studenti iscritti ai percorsi musicali, il colloquio orale include anche una prova di pratica strumentale.
Il colloquio orale
Il colloquio ha l’obiettivo di verificare la capacità dello studente di:
collegare tra loro le diverse discipline;
argomentare e affrontare situazioni problematiche;
dimostrare il livello di competenze previsto dal profilo finale dello studente.
Durante il colloquio viene valutata anche la preparazione nell’ambito dell’educazione civica, insegnamento trasversale previsto nel curricolo.
Studenti con disabilità o DSA
Per gli studenti con disabilità certificata, le prove d’esame vengono predisposte in modo coerente con il Piano Educativo Individualizzato (PEI).
Se lo studente non sostiene l’esame, viene comunque rilasciato un attestato di credito formativo, utile per la prosecuzione del percorso scolastico.
Gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) svolgono le prove secondo quanto previsto dal Piano didattico personalizzato (PDP). In caso di dispensa dalla prova scritta di lingua straniera, possono sostenere una prova orale sostitutiva. Nei casi di esonero dallo studio delle lingue, la commissione può predisporre prove differenziate.
Come si calcola il voto finale
Ogni prova scritta e il colloquio orale vengono valutati in decimi.
Il voto finale deriva dalla media tra:
il voto di ammissione (per i candidati interni);
la media dei voti ottenuti nelle prove d’esame.
Il risultato viene arrotondato all’unità superiore se la frazione è pari o superiore a 0,5. L’esame si considera superato con un voto non inferiore a 6/10.
Nel caso di valutazione finale 10/10, la commissione può assegnare anche la lode, ma solo con decisione unanime.
La certificazione delle competenze
Al termine del primo ciclo di istruzione, gli studenti che superano l’esame ricevono anche la certificazione delle competenze, prevista dal decreto ministeriale 742 del 2017.
Il documento attesta la capacità dello studente di utilizzare conoscenze e abilità acquisite per affrontare situazioni e problemi complessi. Alla certificazione si aggiunge anche una sezione predisposta da INVALSI, che riporta i livelli raggiunti nelle prove nazionali di italiano, matematica e inglese.




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