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Dati sensibili su studentessa con DSA diffusi durante un’assemblea d’istituto: sanzione di 2.000 euro a un istituto scolastico

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
17 apr
Tempo di lettura: 2 min

Un istituto scolastico è stato sanzionato dal Garante per la protezione dei dati personali per la diffusione non autorizzata di dati sensibili riferiti a una studentessa.


Il provvedimento n. 160 del 12 marzo 2026 trae origine da un episodio avvenuto nel corso di un’assemblea d’istituto.


Secondo quanto ricostruito, a seguito del reclamo presentato dalla famiglia, durante un incontro di educazione affettivo-sessuale sarebbero stati distribuiti agli studenti fogli di carta riciclata contenenti informazioni personali. Su alcuni di questi documenti risultavano visibili il nome e il cognome della studentessa, accompagnati dall’indicazione “Disturbi specifici di apprendimento (DSA)”, riconducibile a dati relativi allo stato di salute.

Nel corso dell’istruttoria, l’istituto ha dichiarato che il materiale era stato fornito come carta di recupero e che non è stato possibile risalire con certezza all’origine dei documenti.

Un collaboratore scolastico ha confermato la distribuzione dei fogli, mentre le verifiche interne non hanno consentito di individuare con precisione la provenienza delle stampe.


L’Autorità ha ritenuto configurabile una comunicazione illecita di dati personali, evidenziando come, anche in presenza di una diffusione circoscritta, le informazioni siano state rese accessibili a un numero determinato di soggetti.


Nel provvedimento si ribadisce la responsabilità del titolare del trattamento – individuato nell’istituto scolastico – anche rispetto a eventuali condotte negligenti del personale.

In particolare, viene richiamato l’obbligo di adottare misure tecniche e organizzative adeguate a prevenire trattamenti non autorizzati e a garantire la sicurezza dei dati.


Nel caso specifico, la gestione non controllata del materiale cartaceo ha evidenziato criticità sotto il profilo della protezione dei dati personali. Pur tenendo conto della limitata estensione dell’episodio, dell’assenza di precedenti violazioni e della collaborazione fornita dall’istituto nel corso dell’indagine, il Garante ha accertato la violazione dei principi di liceità, correttezza, integrità e riservatezza previsti dal Regolamento europeo, irrogando una sanzione amministrativa pari a 2.000 euro.

 
 
 

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