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Riforma sull’imputabilità dei minori, ok del Governo alla: cosa cambia dai 14 anni. La “norma anti maranza”

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
24 lug
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 25 lug

Riforma sull’imputabilità dei minori


Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che modifica la disciplina dell’imputabilità dei minori tra i 14 e i 18 anni.

Il punto centrale della riforma riguarda il criterio utilizzato per valutare la capacità di intendere e di volere del minorenne al momento della commissione del reato.


Ad annunciare il via libera è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha illustrato il provvedimento attraverso un video pubblicato sui social


Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne. Il Governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull’imputabilità dei minori.

affermando:

«Chi aggredisce, chi rapina, chi devasta deve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni».

Cosa prevede il disegno di legge

La riforma interviene sull’articolo 98 del Codice penale, introducendo una presunzione relativa (iuris tantum) della capacità di intendere e di volere per i soggetti che abbiano compiuto 14 anni ma non ancora i 18.

Il cambiamento principale introdotto dalla riforma riguarda l’onere della prova. Attualmente, un ragazzo tra i 14 e i 18 anni è penalmente imputabile solo se viene accertato che, al momento del reato, fosse capace di intendere e di volere. Con il disegno di legge approvato dal Governo, invece, tale capacità viene presunta.

Resta comunque possibile da parte della difesa dimostrare che il minore fosse privo della capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

 “Prima si presumeva l’incapacità, oggi si presume la responsabilità”

ha spiegato la premier.


La disciplina della riduzione della pena per i minori imputabili resta invariata.


Il Governo presenta la riforma come una risposta ai fenomeni della criminalità minorile, delle baby gang e delle aggressioni commesse da giovanissimi.


Le altre disposizioni contenute nel provvedimento

Il disegno di legge prevede anche ulteriori interventi. Tra questi figurano l’arresto obbligatorio per i minorenni sorpresi in possesso di un’arma, disposizioni più restrittive sulla diffusione dei coltelli e un aggravamento delle pene per i danneggiamenti commessi in gruppo.

Il testo interviene inoltre sull’articolo 9 del d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448, stabilendo che sia il giudice sia il pubblico ministero possano acquisire elementi utili anche ai fini della valutazione dell’imputabilità del minorenne.


Le dichiarazioni della presidente del Consiglio

Nel presentare il provvedimento, Giorgia Meloni ha sostenuto che l’obiettivo è intervenire nei confronti di chi commette reati violenti e di chi sfrutta i minorenni per attività criminali.

La presidente del Consiglio ha però precisato che la sola norma non è sufficiente ad affrontare il fenomeno della violenza giovanile, richiamando il ruolo delle famiglie, della scuola, della formazione, dei centri sportivi e degli spazi di aggregazione. Nel suo intervento ha inoltre affermato che


“Un ragazzo di 15 o 16 anni che diventa violento quasi mai ci arriva da solo. Spesso c’è una famiglia che lo ha dimenticato, una scuola che ha perso i contatti, un adulto che ha approfittato del vuoto”.

Le prime reazioni

Il provvedimento ha già suscitato le critiche delle opposizioni. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha contestato le priorità del Governo, sostenendo che il Consiglio dei ministri avrebbe dovuto affrontare altre questioni considerate più urgenti, come l’aumento del prezzo dei carburanti, affermando:

"Questi sono i problemi concreti che gli italiani si aspettano che il governo affronti. Basta con la propaganda”

Perplessità sono state espresse anche da esponenti della magistratura minorile e da psicologi, che hanno manifestato timori per le possibili conseguenze della riforma.


La Presidente del Consiglio ha concluso il suo intervento affermando:

«Non c’è vera libertà senza responsabilità».

Il disegno di legge dovrà ora iniziare l’iter parlamentare, durante il quale il testo sarà esaminato ed eventualmente modificato prima dell’approvazione definitiva.



Per approfondire le novità previste dal disegno di legge, guarda il video:



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