CISL, SNALS, GILDA e ANIEF sull'assistenza sanitaria integrativa: "polemiche infondate che creano solo disorientamento". Ecco la nota dei sindacati

Si riaccende il confronto sulla nuova assistenza sanitaria integrativa per il personale scolastico. Dopo le contestazioni relative al finanziamento della misura, CISL Scuola, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF intervengono con una nota congiunta per respingere le accuse e chiarire la propria posizione.
Il documento, datato 15 settembre 2026, è firmato da Ivana Barbacci per CISL Scuola, Elvira Serafini per SNALS Confsal, Vito Carlo Castellana per GILDA Unams e Marcello Pacifico per ANIEF. Le quattro organizzazioni parlano di polemiche basate su ricostruzioni prive di fondamento e capaci di creare confusione tra i lavoratori chiamati a decidere se aderire alla polizza.
La polizza è gratuita e si aggiunge al Servizio sanitario nazionale
Il primo chiarimento riguarda la natura stessa della copertura. I sindacati ricordano che l’assistenza sanitaria integrativa deriva dal contratto integrativo sottoscritto il 29 dicembre 2025 e non comporta costi per i lavoratori né un obbligo di adesione.
La polizza, inoltre, non sostituisce il Servizio sanitario nazionale, ma offre prestazioni aggiuntive.
Le quattro sigle contestano quindi la posizione secondo cui l’introduzione di questa forma di assistenza potrebbe favorire un progressivo disinvestimento nella sanità pubblica. Nella nota viene richiamato anche il fatto che forme analoghe di assistenza integrativa sono già presenti in altri settori lavorativi.
Il nodo dei finanziamenti: «Nessuna sottrazione al funzionamento delle scuole»
Il passaggio più rilevante riguarda però l’origine delle risorse utilizzate per finanziare la polizza.
Nei giorni scorsi era emersa la contestazione secondo cui una parte dei fondi sarebbe stata sottratta alle risorse destinate al funzionamento delle istituzioni scolastiche.
CISL, SNALS, GILDA e ANIEF respingono questa ricostruzione.
Secondo quanto spiegato nella nota, le somme individuate dalla legge di bilancio 2025 per finanziare l’assistenza sanitaria sarebbero state collocate soltanto temporaneamente nel capitolo relativo alle spese di funzionamento delle scuole, nell’attesa che venisse completato l’iter necessario a utilizzarle per la copertura sanitaria.
Non si sarebbe trattato, quindi, secondo le quattro organizzazioni, di risorse originariamente destinate al normale funzionamento delle scuole e successivamente sottratte per finanziare la polizza.
«Alle scuole nessuna decurtazione»
A sostegno della propria posizione, i sindacati richiamano quanto effettivamente ricevuto dalle istituzioni scolastiche. Secondo la nota, gli accrediti destinati alle scuole sarebbero stati assegnati senza riduzioni, applicando criteri e parametri che le organizzazioni affermano essere rimasti invariati dal 2015.
La stessa situazione, assicurano i firmatari, dovrebbe proseguire anche nell’anno scolastico 2026/2027.
Da 65 a 80 milioni con l’estensione ai precari
Un altro punto riguarda l’ammontare delle risorse.
Nel documento si parla di 65 milioni di euro, successivamente portati a 80 milioni di euro per estendere le coperture previste anche al personale precario.
Le quattro sigle intervengono anche sull’ipotesi che queste somme avrebbero potuto essere utilizzate per aumentare gli stipendi del personale scolastico o per recuperare lo scatto stipendiale del 2013.
Secondo la loro ricostruzione, queste risorse non erano destinate al contratto e, anche qualora fossero state distribuite direttamente ai lavoratori, avrebbero prodotto un incremento individuale quantificato dai sindacati in circa 3 euro lordi al mese.
Sfiora il ridicolo l’affermazione che le risorse spese per la polizza sanitaria (65 milioni di euro, elevati a 80 per estendere anche ai precari le coperture previste) avrebbero potuto e dovuto essere destinate a sostegno di incrementi retributivi (addirittura al recupero dello scatto 2013!): fermo restando che non si tratta di risorse destinate al contratto, è infatti sufficiente disporre di qualche minima cognizione aritmetica per capire che il gettito pro-capite ricavabile dalle somme in questione sarebbe di circa 3 euro lordi mensili lordi.
Lo scontro con la CGIL
Nella nota viene chiamata direttamente in causa la CGIL: i firmatari ricordano che lo stesso sindacato ha sottoscritto forme analoghe di assistenza integrativa nei contratti delle scuole non statali e, in precedenza, in altri settori, come quello metalmeccanico.
Viene inoltre citato il Fondo Espero, sostenuto anche dalla CGIL per la previdenza complementare del personale scolastico. Il ragionamento delle quattro sigle è che, così come la previdenza integrativa affianca quella pubblica senza sostituirla, allo stesso modo la nuova copertura sanitaria rappresenta un servizio aggiuntivo rispetto al sistema sanitario pubblico.
I sindacati: evitare confusione tra i lavoratori
CISL Scuola, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF concludono rivendicando il risultato ottenuto attraverso la contrattazione: per la prima volta, sottolineano, anche il personale della scuola statale può accedere a questa forma di assistenza sanitaria integrativa.
Secondo le quattro organizzazioni, le polemiche di questi giorni rischiano invece di creare confusione e disorientamento proprio mentre il personale scolastico è chiamato a decidere se aderire alla copertura.
Valditara rilancia la nota dei sindacati: «Le bugie hanno le gambe corte»
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che attraverso i propri canali social ha rilanciato la nota congiunta firmata da CISL Scuola, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF.
Nella storia pubblicata dal Ministro compare in primo piano la frase «Le bugie hanno le gambe corte!», accompagnata dal messaggio «I sindacati smentiscono la disinformazione».
Valditara ha quindi dato visibilità alla posizione delle quattro organizzazioni sindacali, che contestano le ricostruzioni critiche sul finanziamento della nuova assicurazione sanitaria e sostengono che le risorse destinate alla polizza non abbiano comportato decurtazioni degli accrediti spettanti alle scuole.
Il rilancio arriva nel pieno del confronto sulla provenienza dei fondi utilizzati per finanziare la copertura sanitaria integrativa, sul quale nei giorni scorsi si erano già registrate posizioni contrapposte tra Ministero, FLC CGIL e le altre organizzazioni sindacali.




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