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Carta del Docente 2025/26: il bonus si estende anche ai trasporti pubblici, ecco come. Più spese ammesse, meno risorse individuali

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
16 feb
Tempo di lettura: 2 min


A partire dall’anno scolastico 2025/2026 la Carta del Docente amplia ufficialmente il proprio raggio d’azione: il bonus annuale potrà essere utilizzato anche per l’acquisto di servizi di trasporto pubblico. Una novità che segna un’evoluzione concreta rispetto all’impostazione originaria dello strumento, nato esclusivamente per sostenere la formazione professionale degli insegnanti.


La novità normativa

L’estensione è stata introdotta dal Decreto-Legge 127/2025, successivamente convertito con modificazioni dalla Legge 30 ottobre 2025, n. 164.

La nuova formulazione prevede la possibilità di utilizzare il bonus anche “per l’acquisto di servizi di trasporto di persone”. In termini pratici, rientrano tra le spese ammesse anche gli abbonamenti ai mezzi pubblici.

Si tratta di un intervento normativo che modifica in modo significativo la destinazione del beneficio, ampliandone l’utilizzo oltre il perimetro strettamente formativo che lo aveva caratterizzato sin dall’origine.



Ci sono vincoli?

Sì, ma circoscritti.

La limitazione principale riguarda la tipologia di servizio: il bonus è spendibile esclusivamente per trasporti pubblici. Restano quindi esclusi i servizi privati non riconducibili al trasporto pubblico di persone.

Per il resto, la disciplina segue le regole già previste per gli altri beni e servizi acquistabili tramite Carta del Docente (con la consueta eccezione delle categorie hardware e software, che restano soggette a specifici limiti).



È possibile utilizzare l’intero importo per i trasporti?

La risposta è affermativa. L’intero bonus annuale può essere destinato anche a un’unica voce di spesa. Ciò significa che un docente potrà investire l’intero importo disponibile, ad esempio, in un abbonamento annuale al trasporto pubblico.



Una svolta nella filosofia dello strumento

L’inserimento dei servizi di trasporto tra le spese ammissibili segna un evidente cambio di prospettiva. Nata come strumento esclusivamente dedicato alla formazione, con un valore di 500 euro, la Carta del Docente si ritrova oggi a coprire anche la mobilità professionale — ma con una dotazione che scende a circa 375 euro.

Più che una semplice estensione, appare come una ridefinizione delle priorità: platea più ampia e più voci di spesa, ma molte meno risorse a disposizione per i singoli lavoratori.


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