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150 Preferenze GPS 2026: qual è la differenza tra Cattedra Orario Esterna (COE) e Posto Orario?

Immagine del redattore: Debora De Patto
Debora De Patto
21 lug
Tempo di lettura: 3 min

Con l’apertura della domanda per le 150 preferenze GPS 2026, molti aspiranti docenti si trovano davanti a una scelta che può incidere concretamente sulle possibilità di ottenere un incarico. Tra i dubbi più frequenti c’è la differenza tra Cattedra Orario Esterna (COE) e Posto Orario, due tipologie che, pur prevedendo entrambe il servizio su più scuole, hanno caratteristiche e modalità di costituzione completamente diverse.

Comprendere questa distinzione è fondamentale per compilare correttamente l’istanza ed evitare di accettare inconsapevolmente incarichi non compatibili con le proprie esigenze.


Cattedra Orario Esterna (COE): una cattedra già costituita

La Cattedra Orario Esterna (COE) è una cattedra a orario completo, costituita direttamente nell’organico della scuola.

L’orario obbligatorio di insegnamento è già interamente definito (18 ore nella scuola secondaria, 24 ore nella primaria e 25 ore nell’infanzia), ma è distribuito tra due o, al massimo, tre istituzioni scolastiche.

La scuola principale, detta scuola capofila, gestisce il rapporto di lavoro, mentre le ore residue vengono svolte presso una o più scuole appartenenti allo stesso comune oppure a comuni differenti.

Nella domanda delle 150 preferenze, la disponibilità ad accettare una COE viene espressa selezionando le apposite caselle dedicate alle Cattedre Orario Esterne nello stesso comune oppure in comuni diversi, sia per le preferenze analitiche sia per quelle sintetiche.


Posto Orario: nasce dall’accorpamento degli spezzoni

Diversa è la natura del Posto Orario.

Non si tratta infatti di una cattedra già prevista nell’organico, ma di un incarico creato dagli Uffici Scolastici Territoriali prima delle nomine informatizzate, attraverso l’accorpamento degli spezzoni residui appartenenti alla stessa classe di concorso o tipologia di posto.

L’obiettivo della nuova disciplina introdotta dall’O.M. n. 27/2026 è quello di ridurre la frammentazione delle supplenze e limitare il numero dei contratti di poche ore.


Il Posto Orario può assumere due diverse configurazioni:

  • Posto Orario intero, quando l’accorpamento degli spezzoni consente di raggiungere l’orario obbligatorio previsto per quella tipologia di insegnamento. In questo caso l’incarico può essere conferito fino al 31 agosto o al 30 giugno.

  • Posto Orario non intero (Spezzone), quando l’unione degli spezzoni non raggiunge l’orario completo. Il docente mantiene il diritto al completamento orario, nei limiti previsti dalla normativa (massimo tre scuole e due comuni).


Anche per i Posti Orario viene individuata una scuola capofila, che gestisce amministrativamente il contratto, pur svolgendosi il servizio su più sedi.


Le principali differenze

La differenza sostanziale riguarda quindi l’origine dell’incarico.

La COE è una cattedra già esistente nell’organico della scuola, semplicemente distribuita su più sedi.

Il Posto Orario, invece, nasce dall’accorpamento degli spezzoni residui effettuato dagli Uffici scolastici poco prima delle operazioni di nomina.

Entrambe le tipologie possono comportare il servizio in due o tre scuole, ma il Posto Orario presenta una maggiore flessibilità, poiché può essere sia a orario completo sia su spezzone.


Attenzione prima di selezionare COE e Posto Orario

Scegliere di accettare sia le COE sia i Posti Orario aumenta sicuramente le possibilità di ottenere una supplenza, ma richiede una valutazione attenta.

Occorre ricordare che il nuovo sistema delle supplenze prevede sanzioni particolarmente severe in caso di rinuncia a un incarico ottenuto attraverso le preferenze espresse nella domanda. Per questo motivo è opportuno selezionare esclusivamente le opzioni che si è realmente disponibili ad accettare, evitando di ampliare le possibilità di nomina su sedi o combinazioni di scuole che poi non si intenderebbe raggiungere.


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